I Pianeti del Mese – Maggio 2020

In questa rubrica ci occuperemo della visibilità dei pianeti del nostro Sistema Solare durante il mese in corso. Il commento per ognuno di loro è fornito dall’Unione Astrofili Italiani/Commissione Divulgazione, con le immagini a cura di Dominic Ford – in-the-sky.org


Mercurio: nel corso della prima parte del mese il pianeta è inosservabile, a causa della congiunzione con il Sole, che si verifica il 4 maggio. Nelle settimane successive Mercurio ricompare nel cielo serale, dove guadagna rapidamente altezza sull’orizzonte e durata della propria visibilità. A fine mese raggiunge le condizioni di migliore osservabilità serale: proprio il 31 maggio tramonta ben 1 ora e 54 minuti dopo il tramonto del Sole. Sono le condizioni migliori dell’anno in corso per osservarlo nella luce del crepuscolo sull’orizzonte occidentale.

 

Venere: dopo aver dominato con il suo splendore i cieli serali per molti mesi consecutivi, Venere scende, si potrebbe dire “precipita” verso l’orizzonte occidentale, fino a scomparire dalla nostra vista. All’inizio di maggio il pianeta tramonta circa 3 ore e mezza dopo il Sole, ma la sua distanza angolare dal Sole, e di conseguenza, l’altezza sull’orizzonte, diminuiscono repentinamente, fino a che il pianeta diventa inosservabile, nella luce del crepuscolo serale, avvicinandosi alla congiunzione con il Sole, prevista nei primi giorni di giugno. Dopo una breve assenza, Venere ricomparirà nei cieli del mattino. Venere rimane per tutto il mese nella costellazione del Toro: fino al 13 maggio si sposta con moto diretto vicino al limite tra Toro e Auriga, per poi invertire la marcia ed percorrere la costellazione in senso inverso, fino a raggiungere il Sole.

 

Marte: il pianeta rosso anche in questo mese è osservabile nelle ultime ore della notte. Nel suo cammino tra le costellazioni si allontana sempre più da Giove e Saturno, ritardando l’orario del suo sorgere rispetto a quello della coppia dei pianeti giganti. Possiamo individuarlo facilmente a Sud-Est prima del sorgere del Sole. Il 10 maggio Marte lascia la costellazione del Capricorno, facendo il suo ingresso nell’Acquario.

 

Giove: la coppia Giove – Saturno rimane protagonista dei cieli del mattino. I due pianeti si trovano a circa 5° di distanza l’uno dall’altro, ma in due costellazioni diverse: Giove nel Sagittario, Saturno nel Capricorno. Nel corso della seconda parte della notte possiamo osservarli inizialmente bassi sull’orizzonte a Sud-Est, in seguito, al sorgere del Sole, prossimi alla culminazione a Sud, con il cielo già chiaro per le luci dell’alba. Fino al 10 maggio Giove si sposta molto lentamente con moto diretto, poi rimane stazionario e inverte la marcia, iniziando a muoversi con moto retrogrado, rimanendo all’interno del Sagittario.

 


Saturno: come già descritto del paragrafo precedente, la visibilità di Saturno è pressoché identica a quella di Giove, che segue a circa 5° di distanza, sorgendo quindi poco più tardi, per poi percorre lo stesso cammino, da Sud-Est a Sud, nel corso delle ore che precedono il sorgere del Sole. Similmente a Giove, anche Saturno inverte il proprio moto, che da diretto diventa stazionario l’11 maggio per poi proseguire retrogrado all’interno della costellazione del Capricorno, ma riavvicinandosi progressivamente al limite con il Sagittario.

 

Urano: dopo la congiunzione con il Sole avvenuta negli ultimi giorni del mese scorso, il pianeta è ancora ad una distanza angolare dal Sole insufficiente per renderne possibile una agevole osservazione. Alla fine di maggio lo si trova ancora molto basso sull’orizzonte orientale, poco prima del sorgere del Sole, difficile da individuare tra le luci dell’alba. Urano è comunque, come di consueto, al limite della visibilità ad occhio nudo e per poterlo individuare è necessario l’ausilio del telescopio. Urano si trova nella costellazione dell’Ariete.

 


Nettuno: si trova basso sull’orizzonte a Est-Sud-Est poco prima del sorgere del Sole. Nettuno segue il corteo dei pianeti del mattino visibili ad occhio nudo, ed più basso sull’orizzonte, dove sorge dopo Marte. Con il passare del tempo migliorano lentamente le condizioni di osservabilità, ma per individuarlo, come di consueto, è necessario l’aiuto del telescopio, non essendo il pianeta alla portata delle osservazioni ad occhio nudo. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere fino all’anno 2022.

 


Plutone: Anche Plutone anticipa sempre più la comparsa sulla volta celeste. Negli ultimi giorni del mese sorge intorno alla mezzanotte, poco prima di Giove. Lo si può quindi osservare nel corso della seconda parte della notte, inizialmente basso sull’orizzonte a Sud-Est, poi al culmine nel cielo meridionale poco prima del sorgere del Sole. Data la luminosità estremamente bassa di Plutone, per individuarlo è necessario l’ausilio di un telescopio di adeguata potenza. Plutone si trova ancora nella costellazione del Sagittario, dove continueremo ad osservarlo fino all’anno 2023.

 

Buone Osservazioni e Cieli Sereni a Tutti!

Giuseppe Petricca

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