I Pianeti del Mese – Dicembre 2019

In questa rubrica ci occuperemo della visibilità dei pianeti del nostro Sistema Solare durante il mese in corso. Il commento per ognuno di loro è fornito dall’Unione Astrofili Italiani/Commissione Divulgazione, con le immagini a cura di Dominic Ford – in-the-sky.org

Mercurio: nel corso dei primi giorni di dicembre il pianeta presenta ancora una buona visibilità al mattino presto. Sorge circa un’ora e mezza prima del Sole e ci sono buone opportunità di riuscire ad avvistarlo tra le prime luci dell’alba sull’orizzonte orientale, poco più in basso rispetto a Marte. Nell’ultima parte del mese Mercurio si avvicina al Sole e diventa inosservabile.

 

Venere: il pianeta più luminoso da diverse settimane è tornato visibile dopo il tramonto. Con il mese di dicembre l’intervallo di osservabilità del pianeta si estende ulteriormente e Venere diventa il protagonista senza rivali del cielo serale. Da segnalare la congiunzione con Saturno del giorno 11. Alla fine dell’anno Venere tramonta quasi tre ore dopo il Sole e al calare dell’oscurità possiamo ammirarlo a lungo sull’orizzonte a Sud-Ovest. Venere completa il suo percorso nella costellazione del Sagittario e dal 20 dicembre lo si trova nel Capricorno.

 

Marte: il pianeta è osservabile sull’orizzonte orientale dove al mattino presto lo si vede sorgere prima di Mercurio. Il tempo a disposizione per osservarlo cresce gradualmente nel corso del mese. Il 1° dicembre troviamo il pianeta rosso sul limite tra le costellazioni della Vergine e della Bilancia. Marte attraversa gran parte della costellazione, dove comunque termina l’anno, non lontano dal confine con lo Scorpione.

 

Giove: all’inizio di luglio lo possiamo osservare al culmine in direzione Sud quando il cielo è ancora rischiarato dalle luci del crepuscolo, poco dopo il tramonto del Sole. Nel corso del mese possiamabbiamo osservato il pianeta gigante per gran parte dell’anno, ma con il mese di dicembre possiamo salutare uno dei protagonisti dei cieli serali del 2019. Giove è ormai inosservabile, e, dopo i primi giorni di dicembre, diventa impossibile scorgerlo nella luce del crepuscolo mentre si avvicina sempre più al Sole, con cui raggiunge la congiunzione il 27 dicembre. Nel 2020, dopo alcune settimane, tornerà visibile, ma al mattino presto, tra le luci dell’alba. Giove termina l’anno nella costellazione del Sagittario.

 

Saturno: ultime settimane di osservabilità serale per Saturno, la cui osservabilità è molto simile a quella di Venere, con cui si trova in congiunzione l’11 dicembre. Negli ultimi giorni del mese Saturno, anticipando sempre più l’orario del proprio tramonto, diventa praticamente inosservabile, molto basso sull’orizzonte occidentale, sempre più vicino al Sole, con cui raggiungerà la congiunzione nel mese di gennaio del 2020. Saturno si trova ancora nella costellazione del Sagittario.

 

Urano: il pianeta culmina a Sud nel corso delle prime ore della notte, dove è agevolmente osservabile ben alto sull’orizzonte. Nelle ore centrali della notte Urano si avvicina all’orizzonte a Sud-Ovest dove lo vediamo tramontare nel corso della seconda parte della notte. La luminosità di Urano è al limite della visibilità occhio nudo e per poterlo osservare agevolmente è necessario l’uso di un telescopio. Il pianeta si muove lentamente con moto retrogrado nella costellazione dell’Ariete.

 

Nettuno: lo si può ancora osservare a Sud-Ovest per alcune ore nel corso della prima parte della notte. L’orario del suo tramonto anticipa sempre più verso la fine dell’anno. Data la bassa luminosità, è possibile osservare Nettuno solo con l’aiuto del telescopio. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022.

 

Plutone: Plutone è ormai praticamente inosservabile: la distanza angolare dal Sole è sempre più ridotta. La sua posizione in cielo è molto vicina a quella di Saturno, per cui possiamo considerare identiche le condizioni di osservabilità dei due corpi celesti, con la differenza che ovviamente Plutone è estremamente meno luminoso e quindi quasi impossibile da individuare dopo il tramonto del Sole, quando è ormai già molto basso sull’orizzonte occidentale. Plutone si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, costellazione che lo ospiterà fino al 2023.

 

Buone Osservazioni e Cieli Sereni a Tutti!

Giuseppe Petricca

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