Leonidi 2019 con sorpresa?

Nella notte tra il 17 ed il 18 Novembre lo sciame meteorico delle Leonidi raggiungerà il suo massimo. Le previsioni per quest’anno indicano uno ZHR (Zenithal Hourly Rate – Rateo Orario Zenitale) di circa 15 meteore all’ora, non certo uno sciame corposo come quello delle Perseidi di Agosto, ma comunque foriero di buoni avvistamenti delle cosiddette, nella cultura popolare, ‘stelle cadenti’.

L’immagine qui sopra ci fornisce una direzione e una idea di dove guardare per rintracciare il radiante delle Leonidi. Si definisce radiante la zona apparente di cielo dal quale sembrano ‘uscire’ e distribuirsi tutte le traccie che le varie meteore creano disintegrandosi nell’atmosfera. La Luna disturberà la loro visibilità, essendo il picco solo cinque giorni dopo la sua fase di Piena.

 

Dove si origina questo sciame meteorico? La risposta potrebbe apparire allo stesso tempo interessante e affascinante per chi si avvicina all’astronomia.

La cometa Tempel-Tuttle, che è stata scoperta indipendentemente da due astronomi Ernst Tempel e Horace Parnell Tuttle nel 1865 e 1866, è una cometa periodica con un’orbita che la riporta al perielio (punto più vicino al Sole) ogni 33 anni. Il suo ultimo passaggio si è avuto nel 1998 e il prossimo si avrà nel 2031. Nella foto sottostante, e a cura dell’Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone possiamo apprezzarla facilmente.

E’ proprio lei la genitrice dello sciame meteorico delle Leonidi, in quanto queste ‘stelle cadenti’ sono niente altro che polveri e detriti che la cometa si lascia dietro dopo ogni passaggio nel Sistema Solare interno e che vanno a generare la famosa scia luminosa non appena entrano in contatto con la nostra atmosfera.

Dato che ormai sono passati 21 anni dal suo ultimo passaggio il numero totale di questi detriti è andato diminuendo, e questo ci porta al piccolo ZHR con cui avremo a che fare e che è stato trattato nella prima parte dell’articolo. Nel (e dal) 2031 in poi, anno del nuovo perielio, avremo uno ZHR delle Leonidi decisamente più elevato, e potremo apprezzarlo ancora di più.

Una curiosità riguardante questo sciame: dato che la scia di polveri e detriti si muove intorno al sole lungo l’orbita della Tempel-Tuttle in senso opposto a quello del movimento della Terra, queste meteore sono le più veloci in assoluto ad impattare contro la nostra atmosfera: la loro velocità si attesta infatti a circa 72 km/s oppure in unità più familiari, il valore di 260000 (duecentosessantamila) km/h!

 

Quest’anno, inoltre, come si puó osservare dal grafico sottostante (a cura di Meteornews.net) é possibile che si avrá un picco maggiore nella notte tra il 15 ed il 16 Novembre, quindi due giorni prima del massimo ‘ufficiale’, con uno ZHR che si avvicina al doppio di quello che ci si potrebbe aspettare. La precisione e affidabilitá di questa simulazione é tuttavia bassa, a causa dell’estrema variabilitá nel comportamento degli sciami meteorici, ma vale la pena di tentare l’osservazione se il meteo sará collaborativo.

 

Un consiglio per osservarle è quello consueto di recarsi fuori città e da zone con poca umidità, in modo da minimizzare l’inquinamento luminoso nel cielo. Inoltre, se potete, mettervi con le spalle alle eventuali luci artificiali presenti (ad esempio dietro un muro al margine di una tettoia): questo limiterà la vostra visione del cielo, ma garantirà alla porzione più scura di essere decisamente più apprezzabile. Se potete, portate una sedia sdraio o similia, in modo da mettervi comodi con gli occhi rivolti al cielo, e lasciate che i vostri occhi si abituino all’oscuritá.

Un altro consiglio che voglio dare è quello di non osservare direttamente verso il radiante in queste situazione, ma a qualche grado da questo. Per quale motivo? Il radiante è il punto dal quale sembrano irradiarsi appunto le scie luminose, ma queste possono attraversare il cielo anche a distanza notevole da questo punto. Quindi muovetevi con lo sguardo, e vedrete che potrete apprezzarne un numero ancora maggiore.

Fotograficamente parlando, se volete tentare di immortalarle, il consiglio è di utilizzare un obiettivo fortemente grandangolare (anche dei fish-eye), aprire il diaframma il più possibile, utilizzare nuovamente un tempo di esposizione elevato (circa sui 30 secondi al minimo) e aumentare il valore dell’ISO in rapporto al vostro cielo (più inquinato dalle luci cittadine sarà, e più l’aumento dell’ISO dovrà essere contenuto).

Come sempre, se riuscirete ad osservare l’evento scrivete le vostre testimonianze sia qui sul blog, nei commenti, sia nei canali Social di Astronomia Pratica. E se riuscirete a scattare delle foto, inviatele pure tramite gli stessi canali!

 

Buone Osservazioni e Cieli Sereni a Tutti!

Giuseppe Petricca

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