Il Bolide del 16 Agosto sul Mediterraneo

 

La prima segnalazione di questo superbolide pervenuta ad Astronomia Pratica é stata fornita da Edoardo P. in viaggio verso la costa da Grosseto. Ecco la sua testimonianza:

“Un asteroide luminosissimo, diretto verso il mare. E’ la prima volta che ne vedo uno cosí intenso, con una scia lunghissima. E’ arrivato fino quasi all’orizzonte, ma davvero molto molto luminoso!”

Da subito mi sono messo all’opera per cercare maggiori informazioni sull’evento, e grazie a Francesco Malica, abbiamo una stupenda immagine del superbolide in rientro atmosferico:

 

Vi sono stati molti avvistamenti, sparsi su tutto il bacino del Mediterraneo occidentale, da Tunisi alle Alpi e da Roma sino a Bordeaux, sulla costa atlantica francese, a testimonianza di un evento davvero degno di nota, con tempi di ritorno decisamente lunghi.

La mappa qui allegata mostra proprio tutti i report pervenuti all’IMO (International Meteor Organization – Associazione Internazionale Meteorica) da semplici osservatori oppure da organizzazioni astronomiche.

Quasi 100 rapporti di avvistamento con la maggioranza provieniente dalla Corsica e dalla costa occidentale della Sardegna, che riescono a dipingere facilmente la vista prodotta dal superbolide mentre rientrava nella nostra atmosfera. La durata del rientro é stata di circa 10 secondi, con una luminosita massima ben superiore a quella della Luna Piena (classificandosi quindi maggiore del valore di magnitudine di -12.6), e che durante il quale ha prodotto diversi ‘flash’ molto luminosi, risultato della frammentazione dell’asteroide mentre bruciava.

Successive analisi hanno prodotto inoltre queste informazioni aggiuntive:

  • L’asteroide aveva una dimensione di circa 1.4 metri di diametro, con una densitá di circa 3000 kg/m3, e quindi una massa superiore alle 4 tonnellate;
  • Ha rilasciato un’energia stimata in 0.1 kilotoni di TNT (circa 86 tonnellate di tritolo, per essere piú precisi) durante il suo rientro nell’atmosfera, come rilevato da sensori automatici;
  • Viaggiava a circa 14 km al secondo (circa 50000 -cinquantamila- km/h) e la sua rotta di ingresso é stata tracciata essere di poco ad ovest della Sardegna, in pieno Mar Mediterraneo;
  • Il punto di impatto di eventuali frammenti sopravvissuti al rientro è infatti situato in mare, a circa 100 km a O dell’isola di Carloforte.

Di certo un evento che gli avvistatori ricorderanno a lungo, dato il suo fascino. Purtroppo l’imprevedibilitá di questi avvenimenti non depone a favore di una loro perfetta osservazione da parte di tutti, e al giorno d’oggi i network di sorveglianza del cielo stanno aumentando pian piano, ma manca ancora molto per raggiungere una copertura completa.

Tuttavia, l’aumento di dispositivi come le dashcam sulle automobili (che hanno aiutato moltissimo nell’analisi dell’evento di Chelyabinsk, in Siberia, nel 2013) incrementano le possibilitá di catturare e condividere questi stupendi avvistamenti. Concludo l’articolo proprio con uno di questi, ripreso dall’utente youtube claudiop87.

Per maggiori informazioni sulla nomenclatura e tipologia di meteore, asteroidi e bolidi, il sito ha una guida di riferimento a questa pagina.

 

Buone Osservazioni e Cieli Sereni a Tutti!

Giuseppe Petricca

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