I Pianeti del Mese – Febbraio 2019

In questa rubrica ci occuperemo della visibilità dei pianeti del nostro Sistema Solare durante il mese in corso. Il commento per ognuno di loro è fornito dall’Unione Astrofili Italiani/Commissione Divulgazione, con le immagini a cura di Dominic Ford – in-the-sky.org


Mercurio: nel corso del mese si verificano delle buone opportunità per l’osservazione del pianeta in orario serale, poco dopo il tramonto del Sole. A inizio febbraio Mercurio è ancora inosservabile, reduce dalla recente congiunzione con il Sole. Nella seconda parte del mese il pianeta tramonta oltre un’ora dopo il Sole: c’è quindi la possibilità di individuarlo sull’orizzonte ad Ovest tra le luci del crepuscolo. La massima elongazione serale si registra il giorno 27, quando Mercurio si trova ad una distanza angolare dal Sole di 18° 08’ e tramonta un’ora e 34 minuti dopo il Sole.

 

Venere: il pianeta più luminoso è osservabile al mattino presto prima del sorgere del Sole, ma il suo intervallo di osservabilità si riduce sensibilmente. Se all’inizio del mese Venere sorge circa 3 ore prima del Sole, a fine febbraio questo accade con meno di due ore di anticipo. Venere sarà quindi sempre più basso sull’orizzonte orientale, dove possiamo osservarlo tra le prime luci dell’alba. Nel corso del mese Venere attraversa quasi per intero la costellazione del Sagittario, terminando il mese vicino al limite con il Capricorno. Da segnalare la congiunzione con Saturno del 18 febbraio.

 

Marte: niente di nuovo sull’orizzonte occidentale per il pianeta rosso. Come nei mesi precedenti, Marte, unico pianeta tra quelli visibili ad occhio nudo presente nel cielo della sera, rimane visibile ad ovest nelle prime ore della notte, con minime variazioni del proprio intervallo di osservabilità. Unica novità significativa, il passaggio, il 13 febbraio, dalla costellazione dei Pesci a quella dell’Ariete.

 

Giove: dopo la congiunzione con Venere dello scorso mese di gennaio, la situazione sull’orizzonte orientale si è invertita. Adesso è Giove a trovarsi più alto in cielo rispetto a Venere, e ad avere quindi un maggiore intervallo di osservabilità al mattino presto, prima dell’alba. Mentre Venere si abbassa sempre più verso l’orizzonte, Giove si mantiene sempre nella costellazione dell’Ofiuco, dove possiamo vederlo sorgere quasi contemporaneamente alla stella Antares nella vicina costellazione dello Scorpione.

 


Saturno: Saturno completa il terzetto di pianeti brillanti osservabili nel cielo del mattino, sull’orizzonte orientale. Le sue condizioni di osservabilità sono molto simili a quelle di Venere, con il quale si trova infatti in congiunzione il 18 febbraio. Saturno si trova ancora nella costellazione del Sagittario. Il 2 febbraio Saturno sarà occultato dalla Luna (v. paragrafo “congiunzioni”).

 

Urano: il pianeta è ancora osservabile nelle prime ore della notte. L’intervallo di tempo disponibile per individuarlo si riduce gradualmente con il passare dei giorni. Lo si può cercare ad Ovest, con l’ausilio di un binocolo o di un telescopio, essendo al sua luminosità ai limiti della percezione ad occhio nudo. Il 6 febbraio Urano termina la lunga permanenza nella costellazione dei Pesci, dove si trovava dal 2009, e fa il suo ingresso in quella dell’Ariete.

 


Nettuno: il pianeta è ormai praticamente inosservabile. La posizione in cielo è vicina a Venere, con cui si trova in una stretta congiunzione il giorno 21 febbraio. La bassa luminosità del pianeta richiede in ogni caso l’uso del telescopio per poterlo osservare, ma la luce del crepuscolo rende sempre più difficile il tentativo di individuarlo. A fine mese a pochi giorni dalla congiunzione con il Sole, l’osservazione di Nettuno è impossibile. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022.

 


Plutone: il pianeta è ormai praticamente inosservabile, molto basso sull’orizzonte occidentale. La bassa luminosità del pianeta richiede in ogni caso l’uso del telescopio per poterlo osservare, ma la luce del crepuscolo serale rende sempre più difficile il tentativo di individuarlo. A fine mese, a pochi giorni dalla congiunzione con il Sole, l’osservazione di Nettuno diventa impossibile. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo molto lungo, fino all’anno 2022.

 

Buone Osservazioni e Cieli Sereni a Tutti!

Giuseppe Petricca

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