Le prime immagini da Ultima Thule

Circa una settimana fa é stato pubblicato sul portale un articolo che annunciava la visita, da parte della sonda New Horizons, ad un mondo mai osservato prima, lontano milardi di km dalla Terra, nella cosiddetta Fascia di Kuiper (un disco che si estende dall’orbita di Nettuno fino a circa 50 UA dal Sole, simile alla fascia di asteroidi tra Marte e Giove, ma molto piú esteso e fino a 200 volte piú massivo).

Possiamo annunciare, grazie ai primi dati che sono giunti a terra, che il flyby di 2014 MU69 -il suo nome tecnico- é stato un completo successo, e si hanno giá alcune immagini e dati di analisi di questo oggetto celeste distante sei ore luce dal nostro pianeta.

Questa che vediamo allegata qui sopra, e anche in apertura d’articolo, rappresenta il primo sguardo su un mondo antico, che era giá lí quando i pianeti, la nostra Terra inclusa, si stavano formando. Era lí quando i primi oceani, i primi batteri, le prime forme di vita vegetali ed animali si svilupparono sulla superficie, ed era lí quando i dinosauri camminavano sul suolo e solcavano i cieli del pianeta.

E’ inoltre un mondo gelido, con temperature medie che durante la sua orbita (che dura quasi 300 anni terrestri!) sono di poche decine di gradi sopra lo zero assoluto (-273.15°C), che hanno aiutato a preservare le sue caratteristiche nei millenni.

In sostanza, é una capsula del tempo rimasta intoccata per miliardi di anni, che getterá una luce del tutto nuova sulla formazione del nostro Sistema Solare. L’osservazione della sua superficie, dei suoi crateri, fornirá informazioni sulla sua composizione geologica, e anche del numero di piccoli oggetti celesti nella stessa Fascia di Kuiper.

In questa seconda foto, possiamo osservare invece i colori di Ultima Thule, che come previsto e annunciato, tendono sulle tonalitá rossastre, principalmente dovute all’abbondanza di toline (termine coniato da Sagan e Khare), composti organici che non si formano in natura sulla Terra, ma sono abbondanti nel Sistema Solare esterno. Gli esperimenti suggeriscono inoltre che possano essere implicate nell’origine della vita.

La forma é un altro punto interessante, definita come una binaria a contatto, ovvero un corpo celeste formato da due corpi minori della medesima natura, inizialmente distanti e legati in un normale legame satellitare (ovvero due oggetti in orbita attorno ad un comune punto di gravitá, come Plutone e Caronte ad esempio), in cui l’attrazione gravitazionale ha nel tempo fatto decadere l’orbita fino a portare i due oggetti fisicamente a contatto.

Non é certamente il primo corpo celeste che osserviamo con questo aspetto, la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko visitata dalla sonda Rosetta é un altro valido esempio, come anche la Cometa di Halley. Alcuni scienziati, Nesvorný, Parker, e Vokrouhlický, hanno pubblicato una ricerca riguardante la velocitá di avvicinamento dei due corpi che poi si andranno ad unire, ed hanno scoperto che é possibile che questi oggetti celesti possano ‘toccarsi’ ad una sorprendente ‘lentezza’ di circa 80 centimetri al secondo.

Il numero puó essere difficile da paragonare, quindi ecco alcuni esempi: un uomo o una donna adulti camminano ad una velocitá superiore (circa 140 cm/s). Non parliamo neanche degli animali che ci superano in corsa, dato che il confronto sarebbe decisamente irregolare (ghepardo in corsa – circa 3050 cm/s). Da Twitter, Michele Bannister ha citato il fatto che i gechi, invece, si arrampicano sui muri a circa 77 cm/s, quindi immaginate due corpi celesti che lentamente, molto lentamente, nel corso dei secoli, si avvicinano dolcemente l’uno all’altro, fino a toccarsi, e formare quel ‘collo’ luminoso che possiamo vedere nelle foto. Meraviglie del cosmo nel nostro angolo di galassia.

 

Una curiositá, a chiudere l’articolo. Ultima Thule é cosí distante dal Sole che solo una frazione della sua luce riesce a raggiungerlo, se paragonata a quella disponibile sulla Terra. Per provare ad immedesimarci in un ipotetico astronauta che si trovasse sulla sua superficie, immaginate questo: nel pieno del giorno, con la maggiore illuminazione possibile, tutta la luce che si ha equivale a quella disponibile sulla Terra nelle notti di Luna Piena. Niente di piú. Un mondo a metá, tra le ombre e il crepuscolo.

 

Buone Osservazioni e Cieli Sereni a Tutti!

Giuseppe Petricca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!