I Pianeti del Mese – Aprile 2018

In questa rubrica ci occuperemo della visibilità dei pianeti del nostro Sistema Solare durante il mese in corso. Il commento per ognuno di loro è fornito dall’Unione Astrofili Italiani/Commissione Divulgazione.


Mercurio: il pianeta inizia il mese in congiunzione con il Sole, il 1° aprile. In seguito si allontana gradualmente dalla nostra stella, fino a tornare osservabile al mattino presto tra le luci dell’alba. In realtà Mercurio non si eleva molto sull’orizzonte orientale e non sarà molto agevole individuarlo: la migliore osservabilità si verifica a fine mese, tra il 29 e il 30 aprile, quando raggiunge la massima elongazione mattutina (distanza angolare di 27° dal Sole) e il massimo anticipo sull’orario del proprio sorgere (50 minuti prima del Sole).


Venere: finalmente possiamo osservare il pianeta più luminoso nel cielo serale in condizioni ideali. Nei primi mesi dell’anno in corso Venere era già visibile nel cielo serale, ma ancora basso sull’orizzonte occidentale. Alla fine di aprile tramonterà quasi 2 ore e mezza dopo il Sole e avremo tutto il tempo per ammirare il suo splendore nel crepuscolo serale. Nel corso del mese Venere attraversa tutta la costellazione dell’Ariete: dal 19 aprile lo possiamo seguire nella costellazione del Toro, dove supererà le Pleiadi e Aldebaran.


Marte: cambia l’ordine di apparizione nel terzetto dei pianeti visibili ad occhio nudo osservabili nelle seconda parte della notte. Per molte settimane l’ordine, da Sud verso Est, era Giove – Marte – Saturno. Ma il 2 aprile si verifica una suggestiva congiunzione tra gli ultimi due pianeti, Marte e Saturno, appunto. Nei giorni successivi, Saturno sorgerà prima di Marte: possiamo individuarli facilmente a Sud-Sud-Est prima del sorgere del Sole. Entrambi i pianeti si trovano nella costellazione del Sagittario, dove Marte si allontana da Saturno per avvicinarsi al limite con il Capricorno.


Giove: il pianeta anticipa sempre più l’orario del suo sorgere e a fine mese lo possiamo osservare per quasi tutta la notte. Nel corso delle prime ore della notte apparirà a Sud-Est, per poi culminare a Sud dopo la mezzanotte e infine avvicinarsi all’orizzonte occidentale al comparire della luce dell’alba. Giove si sposta lentamente con moto retrogrado nella parte centrale della costellazione della Bilancia.


Saturno: come anticipato nel paragrafo dedicato a Marte, il pianeta con gli anelli e il pianeta rosso si trovano in congiunzione il 2 aprile e, ovviamente, hanno sostanzialmente le medesime condizioni di osservabilità, nelle ultime ore della notte, a Sud-Est al suo sorgere, fino a culminare a Sud nella luce dell’alba. Mentre Marte si sposta piuttosto velocemente, Saturno si muove impercettibilmente, rimanendo nella parte centrale della costellazione del Sagittario.


Urano: il pianeta è inosservabile, trovandosi in congiunzione con il Sole il 18 aprile. Merita tuttavia di essere menzionato un evento che interessa il movimento del pianeta tra le costellazioni. Urano, dopo oltre 9 anni di permanenza nella costellazione dei Pesci (vi era entrato nel 2009), il 27 aprile fa il suo ingresso nell’Ariete, dove prossimamente potremo osservarlo al mattino presto, prima del sorgere del Sole.


Nettuno: il pianeta compare al mattino presto ad Est, poco prima del sorgere del Sole. L’osservazione di Nettuno è ancora difficoltosa, sia a causa della modesta altezza sull’orizzonte orientale, sia per la bassa luminosità, che richiede comunque l’uso del telescopio. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022.


Plutone: L’intervallo di osservabilità di Plutone è simile a quello di Marte, con cui si trova in congiunzione il 26 aprile. Lo si può seguire nel corso della seconda metà della notte, dal suo sorgere fino quasi alla culminazione a Sud, che avviene poco prima del sorgere del Sole. Plutone si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, costellazione che lo ospiterà per molti anni ancora, fino al 2023. A causa della sua luminosità estremamente bassa è indispensabile utilizzare un telescopio di adeguata potenza per riuscire ad individuarlo.

Buone Osservazioni a Tutti!
G. Petricca

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