Lo Sciame della Cometa – Le Orionidi

Questo sciame meteorico è poco noto, con uno ZHR (Zenithal Hourly Rate – Rateo Orario Zenitale) di circa 20 meteore all’ora (seppure in alcuni anni questo valore è salito fino alle 70 meteore/ora) ed è normalmente poco avvistato in quanto la zona dalla quale sembrano provenire tutte le meteore è visibile solamente prima dell’alba, in questo periodo.

In questa immagine possiamo facilmente vedere il radiante dello sciame, posto quasi a metà strada tra le costellazioni prettamente invernali di Orione -da qui il nome Orionidi– e i Gemelli.
La Luna disturberà la scena quest’anno, in quanto sorgerà praticamente prossima al radiante dello sciame. Tuttavia questo fattore non deve scoraggiare le osservazionim e potrà renderle anche più una sfida: osservate lontano dal punto di origine, o ponendolo alle vostre spalle e guardando verso l’alto. Il loro picco si prevede per il mattino di domani, con buone possibilità di osservarle anche durante il mattino di dopodomani, 22 Ottobre. Questo sciame meteorico è inoltre famoso per risultare ‘spalmato’ lungo un arco di 3/5 giorni dal momento del picco, quindi potrete continuare le vostre osservazioni anche nelle mattine a venire.
Un consiglio per osservarle è quello consueto di recarsi fuori città e da zone con poca umidità, in modo da minimizzare l’inquinamento luminoso nel cielo. Inoltre, se potete, mettervi con le spalle alle eventuali luci artificiali presenti (ad esempio dietro un muro al margine di una tettoia): questo limiterà la vostra visione del cielo, ma garantirà alla porzione più scura di essere decisamente più apprezzabile.
Nella foto sopra invece (© NASA/W. Liller – NSSDC’s Photo Gallery (NASA), abbiamo l’origine di questo sciame di meteore, la Cometa 1P/Halley: molto famosa negli ambienti astronomici e forse anche al di fuori di essi dato che diede spettacolo circa 29 anni fa, risultando visibile chiaramente ad occhio nudo. Osservazioni riguardanti questa cometa, a corto periodo (circa 75 anni), risalgono anche ad un passato antico, con testimonianze Cinesi, Babilonesi, e dei popoli dell’Europa medioevale. Inoltre, durante il suo transito del 1986, il suo nucleo fu il primo della storia ad essere studiato e fotografato da una sonda terrestre, la Giotto.
Tornando all’osservazione dello sciame meteorico delle Orionidi, un altro consiglio che voglio dare è quello di non osservare direttamente verso il radiante in queste situazione, ma a qualche grado da questo. Per quale motivo? Il radiante è il punto dal quale sembrano irradiarsi appunto le scie luminose, ma queste possono attraversare il cielo anche a distanza notevole da questo punto. Quindi muovetevi con lo sguardo, e vedrete che potrete apprezzarne un numero ancora maggiore.
Fotograficamente parlando, se volete tentare di immortalarle, il consiglio è di utilizzare un obiettivo fortemente grandangolare (anche dei fish-eye), aprire il diaframma il più possibile, utilizzare nuovamente un tempo di esposizione elevato (circa sui 30 secondi al minimo) e aumentare il valore dell’ISO in rapporto al vostro cielo (più inquinato dalle luci cittadine sarà, e più l’aumento dell’ISO dovrà essere contenuto).
Come sempre, se riuscirete ad osservare l’evento scrivete le vostre testimonianze sia qui sul blog, nei commenti, sia nei canali Social di Astronomia Pratica. E se riuscirete a scattare delle foto, inviatele pure tramite gli stessi canali!
Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

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