La Luce Zodiacale

Queste notti caratterizzate dall’assenza della Luna (o anche se la stessa è vicina al primo quarto, oppure verso il suo ultimo quarto) si prestano bene all’osservazione della luce zodiacale, osservando verso occidente una volta che le ultime luci del tramonto sono svanite, da una località esclusivamente molto buia con cielo perfettamente terso.

Ma andiamo per gradi: in primis, cos’è questa Luce Zodiacale di cui parliamo?

La foto sopra ce la mostra in modo eloquente (© DANIEL LÓPEZ, IAC), insieme a molti altri oggetti del cielo notturno, come la Galassia di Andromeda, oppure le Pleiadi. La Luce Zodiacale è una debole luminosità (percepibile solamente, come scritto, sotto cieli perfettamente bui) che appare lungo la linea dell’eclittica, ovvero il percorso che il Sole compie in un anno lungo la sfera celeste, vista dalla Terra. Questa luminosità viene generata dal riflettersi della luce solare su particelle minuscole che compongono la nuvola zodiacale, una regione dello spazio presente sul piano del nostro Sistema Solare. E se il vostro sito di osservazione ve lo permette, sulla destra come nella foto sopra, noterete anche la Via Lattea, decisamente uno spettacolo affascinante!

Ci sono stati lunghi dibattiti nello scoprire da dove provenissero queste particelle, con teorie che proponevano le stesse come il risultato di scontro tra asteroidi nella fascia tra Marte e Giove, o altre che invece sostenevano la loro appartenenza a code ‘staccate’ dai loro nuclei cometari. Nel 2010 però, uno studio di David Nesvorny e Peter Jenniskens attribuì la sua genesi, dopo lo sviluppo di un modello di simulazione, alla frammentazione di nuclei di comete nei dintorni della regione dei giganti gassosi. Queste contribuirebbero alla presenza dell’85% delle polveri cosmiche che vanno a generare la luce zodiacale. (Credit Image: ESO)

Ovviamente, si dovrà essere il più lontano possibile dalle luci di una qualsiasi città. Preferibilmente la montagna è il luogo migliore da dove tentare delle osservazioni (a titolo di esempio la foto allegata poco sopra, presa dagli altipiani delle Ande in nell’America meridionale), meteo permettendo ovviamente, dato che saranno necessari cieli limpidi per tentare di localizzarla.

Comunque, non bisogna aspettarsi di vederla ‘apparire’ all’improvviso. C’è da dare del tempo ai nostri occhi per abituarsi con il passare dei minuti all’oscurità che avanza dopo il tramonto, in questa stagione. Potete utilizzare Venere e Marte come indicatori di direzione nella quale osservare, dato che anche loro sono sullo stesso piano dell’eclittica.
Tutto il contrario invece se si tenta di osservarla in autunno, quando invece precederà il sorgere del Sole, a cavallo dell’equinozio di Settembre. Proprio in riferimento a questa stagione infatti sorge la leggenda islamica che la nominò ‘Falsa Alba’, e che veniva utilizzata per assicurare che le preghiere del mattino fossero eseguite negli orari più adeguati dai fedeli della religione.

Buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

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