Rosetta e la cometa

Una menzione speciale è sicuramente meritata per questa missione. Di chi parliamo? Della sonda Rosetta, che la scorsa settimana si è risvegliata dopo una ibernazione di 31 mesi, isolata nello spazio. La sonda sta inseguendo la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, che raggiungerà nei prossimi mesi. Una volta effettuato questo ‘incontro spaziale’ sarà la prima missione ad averlo effettuato, la prima a tentare di far atterrare un lander sulla superficie della cometa, e la prima a seguire la cometa stessa mentre orbita intorno al Sole.

Dal suo lancio nel 2004, Rosetta ha fatto tre flyby (due della Terra e uno di Marte) che hanno aiutato la sonda ad entrare in perfetta sintonia con l’orbita della cometa, e che ha permesso di incontrare e studiare gli asteroidi Steins e Lutetia, durante il suo viaggio.

Il segnale del ‘risveglio’ è stato ricevuto dalle stazioni di terra di Goldstone e Canberra, della NASA, alle 18:18 GMT / 19:18 ora italiana, durante la prima finestra di opportunità di ricezione del segnale stesso. E’ stato immediatamente confermato  dal centro ESA a Darmstadt, in Germania, e il successo di questo importante punto della missione è stato annunciato tramite l’account Twitter @ ESA_Rosetta, che ha twittato: “Ciao, mondo!”

Le comete sono considerate essere i mattoni primitivi del Sistema Solare e probabilmente ha contribuito ad ‘inseminare’ la Terra con acqua, e forse anche gli ingredienti per la vita, secondo alcuni studi. Ma rimangono molte domande fondamentali su questi oggetti enigmatici, e attraverso il suo completo studio in situ della Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, Rosetta si propone di svelare i segreti che la stessa contiene.

Tutte le altre missioni dirette a comete sono state flyby, per fotografare solo in un fugate momento la vita di questi scrigni di ghiaccio” dice Matt Taylor, scienziato del progetto Rosetta dell’ESA. “Con Rosetta, seguiremo l’evoluzione di una cometa su base giornaliera e per oltre un anno, dandoci una visione unica sul suo e, infine, ci aiuterà a decifrare il loro ruolo nella formazione del Sistema Solare.

Ma prima, dovranno essere completati i controlli essenziali di salute sulla navicella. Poi gli undici strumenti sull’orbiter e i dieci sul lander saranno accesi e pronti per studiare la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.

Le prime immagini di Rosetta della cometa sono attese a maggio, quando la sonda sarà ancora a 2 milioni di chilometri dalla sua destinazione. Verso la fine di maggio, la navicella eseguirà una manovra importante per il futuro appuntamento ravvicinato nel mese di agosto.

Dopo questo evento, la sonda inizierà il suo programma di ricognizione, con due mesi di vasta mappatura della superficie della cometa, e farà anche importanti misure di gravità della cometa, la massa e la forma, e valutare la sua atmosfera polverosa gassosa, o coma. L’orbiter sarà anche sondare l’ambiente circostante e potrà analizzare come la cometa interagisce con il vento solare.

Utilizzando questi dati, gli scienziati potranno scegliere un sito di atterraggio per il lander da 100 kg, Philae. L’atterraggio è attualmente previsto per l’11 novembre e sarà la prima volta sarà tentata una manovra del genere sul suolo di una cometa.

Tra la sua vasta gamma di strumentazioni scientifiche, Philae invierà un panorama dei suoi dintorni, così come le immagini ad altissima risoluzione della superficie. Sarà inoltre eseguita un’analisi sul posto della composizione dei ghiacci e materiale organico, compreso un drill-down a 23 cm sotto la superficie e l’analisi dei campioni tramite il laboratorio on board del lander.

L’obiettivo della missione sarà poi passare alla fase di ‘scorta’, durante la quale Rosetta rimarrà al fianco la cometa mentre si sposterà più vicino al Sole, e monitorerà le mutevoli condizioni della sua superficie, man mano che i ghiacci evaporeranno lungo la sua orbita.

Buona fortuna alla sonda Rosetta, al lander Philae, e a tutto il team di missione!

L’articolo originale è qui (in inglese).
G. Petricca

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