Via una cometa…. se ne fa un’altra!

Il titolo è esplicativo al riguardo. Come da precedenti articoli, ormai tutti siamo a conoscenza del fatto che la Cometa ISON è stata quasi completamente disgregata dal passaggio ravvicinato che ha avuto con il Sole il giorno 28 Novembre. Ma quest’inverno abbiamo a che fare con un insolita abbondanza di comete, anche se tutte  piccole, da un certo punto di vista, perchè visibili principalmente tramite binocoli.

Stiamo parlando, in questo caso particolare, della C/2013 R1 Lovejoy, scoperta proprio pochi mesi fa dall’ormai noto “cacciatore di comete” Terry Lovejoy, che è ormai alla sua quarta identificazione in carriera! La stessa è una cometa lungo periodo, con tempi di ritorno dell’ordine dei 7000 anni(!), quindi vale sicuramente svegliarsi presto, prima dell’alba, per tentare la sua osservazione. È quello che sono riuscito personalmente a fare cinque giorni fa durante la mattina dell’8 Dicembre, come si può vedere da questa immagine sottostante:

(Alta Risoluzione qui: http://www.astrobin.com/full/68017/C/)
Anche se la foto non è certamente di quelle che si possono trovare su internet, data la mia attuale attrezzatura (una fotocamera non reflex senza inseguitore), questo è uno dei massimi che potevano ottenersi sotto un cielo cittadino. La cometa è comunque visibile sulla sinistra dell’immagine mentre tutta la metà destra è riempita da un asterismo (gruppo di stelle con forma riconoscibile, come il Grande Carro) molto noto nell’emisfero settentrionale, ovvero la costellazione della Corona Boreale. Al binocolo appare come un stella difficile da mettere a fuoco, ma facendo abituare l’occhio, emergono facilmente la porzione di coda più vicina al nucleo e la chioma attorno al nucleo stesso.
Come rintracciarla? Grazie alla mappa postata qui sopra il tutto diventa abbastanza semplice. Ma, per chi non avesse dimestichezza con queste costellazioni, diamo qualche indicazione in più. Il momento migliore da qui al perielio, che si avrà il giorno 22 Dicembre, saranno sempre le mattine ben prima dell’alba. La direzione in cui riguardare é NE ENE, ad altezze variabili in riferimento all’orario in cui si inizia l’osservazione: comunque dai 15° ai 30° circa. Meglio affrettarsi comunque, dato che la cometa sta sempre più scendendo verso l’orizzonte, man mano che si avvicina al momento della sua minima distanza dalla nostra stella. Concludiamo l’articolo con una fotografia nettamente più dimostrativa del potenziale della Lovejoy, scattata due giorni fa dall’astrofotografo Damian Peach:
Come sempre, buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

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