Nuove informazioni sulla ISON, sopravvissuta o no?

Molti hanno definito questa cometa come ‘La cometa di Schrödinger”, con l’ovvio riferimento al Paradosso del Gatto di Schrödinger. Ed effettivamente questa affermazione calza proprio a pennello, dato che la cometa che si era ritenuta totalmente vaporizzata e distrutta in un primo momento, è riapparsa, e si sta facendo ben vedere nelle immagini che stiamo ricevendo dalle sonde della NASA e dell’ESA in orbita.

L’animazione postata qui sopra, che riassume efficacemente in pochi secondi tutta la giornata di ieri, ricca di suspense e di affermazioni e contro-affermazioni nel giro di minuti! Per chi non l’ha seguita, ecco un piccolo riassunto degli eventi:
  • La cometa è effettivamente passata molto vicino al Sole, come mostra l’animazione stessa, seguendo perfettamente l’orbita prevista.
  • Le prime preoccupazioni sono iniziate quando si è passati dalle immagini a largo campo della sonda SOHO (SOlar and Heliospheric Observatory) a quelle della sonda per fotografia ad alta risoluzione SDO (Solar Dynamic Observatory), che doveva inquadrarla mentre ‘sfrecciava’ accanto al Sole. Ecco, in queste immagini non si è mai visto nulla! La comunità in rete si è subito scatenata dando la stessa per ‘completamente distrutta’ oppure per ‘il più grande bust del secolo’.
Ma poi, nelle stesse immagini della SOHO, che potete vedere anche voi, proprio nell’animazione, la cometa, o parte di essa, è riapparsa dalla parte opposta del Sole. Con un aspetto inizialmente meno luminoso, ma che poi, con il passare delle ore, è tornato a splendere nell’inquadratura del satellite, come si vede benissimo da questo mosaico:
Gli scienziati sono all’opera per cercare di capire cosa sia successo. Per ora, con le informazioni a nostra disposizione, sembra che una piccola porzione del nucleo cometario sia effettivamente sopravvissuta al passaggio ravvicinato con il Sole, e che questo stia iniziando a riformare, con il passare del tempo, una coda di polveri e gas. Non sappiamo ancora dire quanto tempo questo nuovo nucleo riuscirà a rimanere tutto d’un pezzo, e se lo stesso riuscirà a formare un oggetto che brillerà fino a divenire ben visibile anche ad occhio nudo nel cielo notturno.
Un’altra possibilità di cui si può leggere è che quello che stiamo vedendo ora sia un ammasso di varie parti del nucleo, ancora attive, che stiano rilasciando un quantitativo superiore al previsto di polveri. Anche se questa ultima ipotesi non è molto accreditata, si riporta per dovere di cronaca.
Insomma, la situazione è ancora in continua evoluzione, ora dopo ora, immagine dopo immagine. Nei prossimi articoli che la riguarderanno sapremo sicuramente dire di più sul destino della ISON. Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti.
G. Petricca

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