ISON: cometa del secolo, o no?

Al giorno attuale, tutti abbiamo sentito più o meno parlare della cometa ISON (C/2012 S1), che promette di assumere un aspetto spettacolare entro i prossimi mesi. Prima però, una piccola introduzione sull’argomento.
La cometa si sta avvicinando pian piano al nostro Sole, dopo la sua scoperta avvenuta poco più di un anno fa, il 21 Settembre 2012, ad opera di Vitali Nevski e Artyom Novichonok, utilizzando uno dei telescopi dell’International Scientific Optical Network (da qui l’acronimo che da il nome alla cometa, ISON) vicino la città di Kislovodsk.

(La cometa poco dopo la sua scoperta. © ISON)


La domanda che tutti ci facciamo però è sicuramente questa: sarà davvero la ‘Cometa del Secolo‘? Vediamo di capire perchè prima di tutto, potrebbe avere le caratteristiche per esserlo. Partiamo innanzitutto dal tipo di cometa, ovvero una sungrazer: una tipologia che incorpora tutte le comete che passeranno molto vicine alla superficie solare nel momento di massimo avvicinamento alla stella (perielio). Poi arriviamo alle sue dimensioni, con un nucleo stimato in circa 5 Km di diametro, circa la metà delle dimensioni della Cometa di Halley (che è stata osservata l’ultima volta nel 1986). Il fatto che questa è la sua prima (e ultima, dato che la sua orbita la porterà definitivamente oltre i confini del Sistema Solare, dopo il passaggio ravvicinato al Sole) volta nella quale riuscirà ad arrivare fino a noi, e quindi ‘porta’ con se ancora la totalità del suo materiale cometario.

Questi elementi, insieme ad alcuni altri, fanno ben sperare che la cometa possa diventare la più luminosa degli ultimi 50 anni, e alcune stime iniziali (unite ad una campagna mediatica che ha alzato -erroneamente- di molto i toni) avevano anche fatto presupporre che nel periodo del perielio, sarebbe stata visibile anche di giorno, o come la Luna Piena! Ovviamente si è sempre parlato di possibilità, e mai di certezze, ed infatti, attualmente queste stime sono state riviste, come potete osservare dalla figura sotto.

Questa che state osservando è una curva di luce, ovvero tutte le osservazioni pratiche (rappresentate dai punti rossi) sovrapposte ad una linea nera che rappresenta la luminosità teorica media che la cometa avrebbe dovuto assumere nel corso dei mesi. E come appare chiaro, durante i mesi di Settembre ed Ottobre la sua luminosità è rimasta al di sotto del previsto, recuperando solamente negli ultimi giorni.
Questo vuol dire che tutto l’evento sarà un flop?
No, non è ancora detto. Certo, ormai su questa cometa è stato detto tutto ed il contrario di tutto, quindi cercherò di trattare il discorso nella maniera più chiara e semplice possibile. Iniziando con una citazione di un astronomo famoso: “Le comete hanno la coda come i gatti, e tale è il loro comportamento.” Questo sta a significare che, come i nostri amici felini, anche le comete sanno essere volubili (per le nostre conoscenze al riguardo) ed avere manifestazioni inaspettate, in positivo o in negativo.
Al momento attuale, la ISON ha superato l’orbita di Marte, nella sua corsa verso il Sole che avrà il culmine il giorno 28 Novembre, quando sarà al perielio. E quando sarà al picco massimo della sua luminosità, come potete vedere dalla curva postata sopra. Qui avremo il primo problema, punto chiave di tutto: il nucleo della cometa sopravviverà al passaggio ravvicinato con la stella? Perchè il rischio è quello della frantumazione, causata dalle immense forze gravitazionali e dal calore del Sole. In questo caso, si aprono due possibilità: la distruzione del nucleo sarà spettacolare e quindi osservabile, oppure causerà prematuramente la sua scomparsa? E soprattutto, il suo aumento di luminosità sarà tale da permettere una chiara visione ad occhio nudo nel cielo notturno dell’astro, mentre si allontana dal Sole?
Potrà sembrare un po’ un gioco finito male a questo punto, ma la risposta è: Non si sa! E non è una presa in giro, è raccontare i fatti per come sono! Se le cose dovessero andare come da manuale, allora si, avremmo sicuramente uno spettacolo da ricordare. Ma ci sono, come elencato, molti fattori che potrebbero precludere questo show planetario, e quindi far finire tutto prima del previsto.
In questo caso, l’astronomia è come la meteorologia. Bisogna procedere passo passo, uno step alla volta, analizzando tutti i dati a disposizione, per tentare di offrire una previsione il più accurata possibile. Ecco perchè nel corso del mese, con l’avvicinamento della cometa al perielio, avremo altri articoli di aggiornamento sulle sue condizioni, e su quel che potremo aspettarci di vedere. Sperando in bene! Concludo questo pezzo con una stupenda immagine della ISON (sinistra), vicina a Marte (centro) e a Regolo (nel Leone, destra), catturata circa tre settimane fa.
G. Petricca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!