Urano e Nettuno, ai confini del Sistema Solare!

Prima parte di un doppio articolo riguardante il come individuare e rintracciare i pianeti ai freddi estremi del nostro Sistema Solare. In particolare, mi sono concentrato sui due giganti gassosi che chiudono la serie (dopo il declassamento di Plutone a pianeta nano nel 2006) dei pianeti ‘ufficiali’ che ruotano attorno al nostro Sole.

Sto quindi parlando di Urano e Nettuno, i due giganti di ghiaccio, così denominati perchè anche se l’atmosfera del pianeta -sebbene sia simile a quella di Giove e Saturno per la presenza abbondante di idrogeno ed elio- contiene una proporzione elevata di “ghiacci”, come l’acqua, l’ammoniaca e il metano, assieme a tracce di idrocarburi. Per chi volesse approfondire c’è questa ben realizzata pagina di Wikipedia (in inglese): http://en.wikipedia.org/wiki/Ice_giant

(Urano visto dalla sonda Voyager 2 nel 1986 – © NASA)

Addentriamoci subito nella ‘scoperta’ ed individuazione del primo, Urano quindi. E’ il settimo pianeta dalla nostra stella, il quarto per massa e il terzo per diametro. Venne scoperto da William Herschel nel 1781, che per primo si accorse che l’oggetto che si stava osservando non era una stella, ma un pianeta. Infatti si possono rintracciare osservazioni visive sino a 100 anni prima circa, ma tutte con classificazione (erronea naturalmente) stellare.

Passando a come osservarlo: Urano si distingue anche ad occhio nudo sotto cieli bui (anche se rimane molto debole) avendo una magnitudine media di +6.0, ed è facilmente individuabile con un semplice binocolo. Ovviamente a patto di sapere dove osservare, ed è questo quello di cui tratteremo qui di seguito.
In questi mesi tardo estivi/inizio autunnali l’osservazione di questi due pianeti è al suo meglio, dato che rimangono alti nel cielo per tutta la durata della notte. A patto che non vi sia la Luna, che può disturbare nettamente e quasi irrimediabilmente la visione di questi due oggetti celesti.


Urano è attualmente nella Costellazione dei Pesci, e ci rimarrà per tutto il resto del 2013. Lo scorso anno è stato in congiunzione stretta con la stella 44 Piscium, rendendolo facilmente identificabile anche in un cercatore ottico di un telescopio, e allo stesso modo per i binocoli. Quest’anno invece si trova un po’ più in ‘campo aperto’, ma per chi  non dispone di cerchi coordinati o GOTO (per i quali, ecco le coordinate celesti del pianeta: AR 00h 42′ 54″ / DEC +03° 49′ 30″) qui di seguito ci sono una serie di mappe stellari con i possibili percorsi di Star Hopping per rintracciarlo.

Nella prima immagine qui sopra, possiamo notare la vista d’insieme su tutto l’orizzonte orientale/meridionale. Questa ci serve per capire ‘grosso modo’ dove si trova Urano intorno all’una e mezza di notte, direttamente sotto la parte più evidente della Costellazione di Pegaso, ovvero il ‘quadrato’ composto da α (Markab), β (Scheat), γ (Algenib) Pegasi e α Andromedae (Sirrah).

Nella seconda invece ci siamo avvicinati un po’, con la Costellazione di Pegaso a dominare la scena, e in rosso e verde due possibili percorsi di iniziale Star Hopping per raggiungere la zona dove poi rintracciare il pianeta (il cerchio azzurro). Partendo dalla Costellazione suddetta si può seguire la linea rossa, mentre con quella verde, che parte dalle due principali stelle dell’Ariete si può arrivare direttamente al pianeta.

Nell’ultima immagine, siamo finalmente ai passaggi finali. Se avete seguito la linea verde, sia con un binocolo che con piccoli telescopi, siete arrivati direttamente al pianeta, passando vicino alla stella ε Piscium. Se invece avete seguito la linea rossa, arriverete alla ‘finta doppia’ δ Piscium. Da lì troverete facilmente la terza stella lungo la linea azzurra, e da quella trovare Urano sarà molto facile.

Il pianeta è facilmente distinguibile dalle stelle circostanti per la solita caratteristica, ovvero che i pianeti non ‘brillano’ alla vista. Quindi trovare un punto opaco (anche se piccolo) sarà relativamente semplice. Se avete invece strumentazioni superiori, allora potrete provare ad ingrandire quanto più potete senza perdere troppa definizione, per riuscire ad apprezzare il suo colore azzurro/verde acqua, e il suo disco che anche se non troppo definito ad alti ingrandimenti, che si intuisce facilmente.
In conclusione, inserisco una mia foto realizzata qualche giorno fa, che mostra bene queste caratteristiche sopra elencate.

Alla prossima parte, conclusiva, su Nettuno. Intanto, buone osservazioni a tutti!
G. Petricca

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