Due stelle… variabili

Nuova serata osservativa ieri sera, approfittando del fatto che dopo le 22 il cielo si era completamente rasserenato. Telescopio portato fuori qualche ora prima, per permettere l’acclimatamento delle ottiche (un passaggio essenziale per evitare di avere immagini turbolente o disturbate), e poi via con le osservazioni, che ho dedicato, nella prima parte, a quello che tratterà questo articolo, ovvero le Stelle Variabili.

Di cosa parliamo, nello specifico? Le Stelle Variabili, per definizione, sono stelle la cui luminosità apparente cambia nel tempo. Ovviamente direte, altrimenti non si chiamerebbero così. In particolare, scientificamente, si cerca di studiare il meccanismo che causa questa variazione di luminosità. Si tratta di una stella doppia, e quindi la compagna, passando davanti alla primaria, ne scherma parte della luce? Oppure è perchè sulla sua superficie avvengono dei flares (come nel caso del nostro Sole)? Oppure perchè ‘pulsano’, gonfiandosi e sgonfiandosi proprio come un palloncino, a causa di ragioni interne all’astro?

Insomma, di tipologie ve ne sono moltissime (per chi volesse approfondire, questa pagina di Wikipedia le tratta tutte in modo facile da comprendere http://it.wikipedia.org/wiki/Stella_variabile), e arriviamo al nocciolo della questione. Cosa possono fare gli astrofili amatoriali?

La risposta sta nel banner sopra, ovvero l’organo dell’AAVSO (American Association for Variable Star Observers), che si occupa di informare, raccoglie, gestire e mettere a disposizione tutti i dati a nostra conoscenza su tutte le stelle variabili note. Si può avere anche un semplice binocolo per partecipare attivamente, e ovviamente, non ci sono costi, è pura voglia e passione!

Quindi, dopo questa necessaria introduzione, torniamo alla mia osservazione di ieri. Una volta stazionata la montatura, per permettere l’utilizzo delle mappe stellari, si è iniziato direttamente puntando la prima delle due variabili osservate ieri sera:
R CYG (http://www.aavso.org/vsots_rcyg), che è facilmente rintracciabile nell’ala sinistra della Costellazione del Cigno.
Una volta arrivato in zona grazie alle coordinate delle mappe, le carte stellari dedicate dell’AAVSO (che sono reperibili tramite lo stesso sito) sono state sicuramente d’aiuto, e si è riusciti ad individuare subito la ‘doppia’ centrale di riferimento per questa stella variabile di classe Mira Ceti (http://it.wikipedia.org/wiki/Mira_(astronomia)). Grazie alla bassa elevazione della Luna e al fatto che si stava praticamente osservando allo zenit, direttamente sopra la mia testa, le stelle di comparazione erano facilmente visibili e chiare, e quindi ho stimato la sua magnitudine in un valore di +7.3. Ecco la carta relativa alla mia osservazione:

Curva di luce per la stella R CYG, in un periodo di 500 giorni. Appare evidente il suo periodo tra un picco luminoso e l’altro.
La mia osservazione è identificata dalla croce blu.

Osservata questa, scendiamo un po’ di Declinazione (una delle due coordinate celesti più utilizzate, insieme all’Ascensione Retta) per arrivare ad una nuova e buona osservazione della NOVA DEL 2013. E’ passata circa una settimana dalla mia prima osservazione di questa stella, ed effettivamente la magnitudine è cambiata, e nell’oculare del telescopio si nota nettamente.

Anche qui le carte dettagliate dell’AAVSO di certo non si smentiscono, e nel giro di pochi minuti, ecco individuata la Nova. Arrivo a stimare anche questa, dopo qualche minuto speso a confrontarla con le stelle vicine di riferimento, con una magnitudine di +6.0 (quando solo la settimana scorsa l’avevo stimata di magnitudine +4.8). E di nuovo, ecco la carta dove si nota benissimo il picco di luminosità nella sua esplosione, e la relativa diminuzione in questi ultimi giorni:

Curva di luce per la stella NOVA DEL 2013, dal 14 Agosto, giorno della scoperta, ad oggi.
La mia osservazione è identificata dalla croce blu.

C’è un interessante articolo sul sito dell’AAVSO sul possibile futuro di questa Nova, lo allego lo stesso anche se è completamente in Inglese: http://www.aavso.org/whats-store-nova-del-2013-0 Ma è sicuramente interessante per documentarsi maggiormente al riguardo.

In conclusione su questa stella, anche se ormai è di sesta magnitudine, è ancora nettamente visibile sia con binocoli che con telescopi, mentre ormai si avvicina  sempre più alla soglia di visibilità ad occhio nudo sotto cieli bui. Ne ho parlato, in riferimento a come individuarla e a quale fenomeno parliamo, in questo articolo precedente.

Questo porta a termine la prima parte della mia osservazione della serata, che si è poi concentrata sugli ammassi aperti della Costellazione di Cassiopea, ma ne parlerò in un altro articolo dedicato.
So che questo è un argomento un po’ più tecnico, e interessante forse per astrofili non neofiti, ma mi piace pensare che non sia così, e spero di essere riuscito a trattare lo stesso in modo semplice ed accattivante.
G. Petricca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!