Una luna ‘quasi’ piena, al 95%

La giornata di ieri è stata decisamente nuvolosa nel pomeriggio e durante la sera/prime ore della notte. Ma, un gustoso ma, arrivati all’una e mezza di notte le nuvole avevano lasciato spazio ad una splendida Luna! Probabilmente direte che le ‘persone normali’ dormono a quell’ora, e non potrei essere più d’accordo, ma la tentazione di realizzare qualche scatto era troppo forte, e quindi eccomi all’opera, dietro all’obiettivo della mia fotocamera digitale.

Partiamo direttamente da quel che potevamo vedere attraverso un telescopio con pochi ingrandimenti (trovate la foto in HiRes qui: http://www.astrobin.com/53402) in questo mosaico di tre scatti uniti, equilibrati ed elaborati via software, di tutta la superficie lunare visibile in questa fase (95%). Bellissimi i dettagli al terminatore, come lo scuro cratere Endymion nel nord, poi il terzetto Messala, Buckhardt e Cleomedes sopra l’evidente Mare Crisium. E per finire un quartetto, che domina tutta la scena: Langrenus, Vendelinius, Petavius e Furnerius.

Già vista in questo modo, la Luna appare molto suggestiva, ma visto che ce n’è la possibilità, ingrandiamo un po’ di più sul secondo quartetto. Qui la qualità fotografica, discreta nella prima immagine, scende notevolmente, in quando fotografiamo in proiezione d’oculare (ovvero frapponendo tra gli specchi del telescopio e la fotocamera un’oculare appunto). 

(Immagine in HiRes qui: http://www.astrobin.com/53396)
Come soddisfazione personale, solo la zona intorno al cratere Petavius (quello con la Rima -un crepaccio- interna che lo taglia a mo’ di raggio) rimane abbastanza a fuoco e definita nei dettagli (togliamo proprio il primo in alto, Langrenus, che è venuto sfuocato), anche minori, come la coppia di crateri gemelli Snellius e Stevinus, poco a sud dello stesso.

Non soddisfatto di questo risultato, ho osato un po’ di più, zoomando sul cratere Petavius, che è sicuramente la feature più bella da osservare visivamente e da tentare di riprendere in questa fase lunare. Il complesso picco centrale, la Rima evidente al suo interno e i suoi dintorni lo rendono un obiettivo sicuramente appetitoso! Ed ecco la foto risultante:

La foto (HiRes: http://www.astrobin.com/53362/C/) è molto rumorosa, a causa dell’elaborazione via software, ma possiamo facilmente riconoscere tutte le caratteristiche principali del cratere (il complesso montuoso centrale e le sue ombre, e la Rimae Petavius interna, che qui si nota benissimo!) e della zona circostante, che sono nettamente evidenti.
Una breve descrizione: giusto dietro Petavius troviamo l’oblungo Palitzsch, mentre sul fronte vi è il piccolo Wrottesley. Sulla destra troviamo la coppia nota di crateri ‘gemelli’ Snellius e Stevinus. Nell’immagine è presente anche una delle due valli più lunghe della superficie del nostro satellite naturale, la Vallis Snellius (l’altra è la Vallis Rheita), che taglia in verticale ed in modo evidente tutta la porzione destra della fotografia.

Come detto, valeva la pena di fare oltre le due di notte, per catturare tutto questo in fotografia.
Spero che questo piccolo viaggio in una piccola zona della superficie Lunare sia piaciuto, insieme alle foto e alla descrizione dello stesso, che spera di trasmettere quel che ho provato io nell’osservarla.
G. Petricca

2 pensieri riguardo “Una luna ‘quasi’ piena, al 95%

  • giovedì, 29 Agosto 2013, in 12:23
    Permalink

    Grazie mille Francesco 🙂
    Si, penso che questo tipo di cose rientri proprio nella mia passione, e spero di riuscire a trasmettere questa mia sensazione a tutti tramite il mio blog 🙂

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