Osservare il Sole – 16/08/13

Osservare il Sole con pochi strumenti, sembra un qualcosa di difficile, ma si può fare 😉 Prima però devo ricordare una cosa davvero importante: Mai osservare la nostra stella tramite strumenti ottici (che siano binocoli o telescopi è lo stesso) senza prendere precauzioni (filtri, ecc)!! Bastano pochi secondi per causare danni gravi e permanenti alla vista!!

So che si sente dire da sempre, ma è un dovere ricordarlo, dato che le conseguenze possono essere molto gravi come ovviamente indesiderate.
Diciamo che l’attrezzatura minima necessaria è un piccolo rifrattore (anche di quelli comprati alle uscite in edicola) e uno schermo sul quale proiettare l’immagine della nostra stella. Il primo ovviamente è obbligatorio, mentre per il secondo ci si può attrezzare anche ‘in casa’: basta trovare un foglio da disegno, di quelli che si usano al liceo, e una superficie rigida sul quale appoggiarlo (se avete un secondo cavalletto, ancora meglio, come potete vedere dalla foto della mia attrezzatura).

Quindi si dovrà necessariamente perdere un po’ di tempo a trovare il Sole ‘alla cieca’, dato che non possiamo guardare nel mirino per centrarlo. Ma ci si riesce facilmente anche in 5 minuti, se siete alla prima volta allora datevene 10 o qualcuno in più.
Il gioco è praticamente fatto, ora appena metterete a fuoco potrete vedere tutta la miriade di dettagli che le macchie solari ci offrono quando sono presenti sulla superficie della stella!
Ovviamente prima meglio premunirsi e controllare che ci siano effettivamente delle macchie solari da osservare, e si può fare facilmente dalla barra laterale sinistra di questo sito:
dove possiamo osservare, giorno per giorno, quali e quante macchie sono sulla superficie.
Non avendo nessun filtro a disposizione (se ne avete riuscirete a vedere molte più cose naturalmente) potremo osservare solamente la struttura visibile delle sunspots, ma è già molto.
E, se riuscirete a scattare una foto alla proiezione, questo è quel che potrete vedere. Nella prima immagine abbiamo il disco completo della nostra stella (full disk) e nella seconda un close-up alla AR 1818, che aveva i dettagli più belli da osservare.
(Qui le troverete in Alta Risoluzione: http://www.astrobin.com/52369/B/)

Della macchia solare AR 1818 in particolare, che era quella che si riusciva a mettere meglio a fuoco, era netta la differenza tra il core più scuro e le varie diramazioni che si estendono fino alla fotosfera, in un dettaglio abbastanza apprezzabile. Di alcune riuscivo a vedere i singoli filamenti dipanarsi dal centro fino all’esterno della macchia, per quanto era nitida l’immagine.

Inoltre, si poteva ben osservare la diramazione che da questa si estendeva verso ovest lungo la superficie solare. Ben visibile anche la sua ‘compagna’ di superficie AR 1817, più piccola e difficile da risolvere nei dettagli, ma comunque interessante da vedere. Anche le fotografie ci aiutano, dalla seconda infatti, emergono addirittura (cosa che non mi aspettavo) dopo la postproduzione, anche alcuni filamenti, e si distingue benissimo la differenza tra core (umbra) e la penumbra poco più esterna. Ci sono in entrambe dei piccoli ingrandimenti, che però non rendono molta giustizia, dato che sono quasi migliori le foto a grandezza naturale.

Insomma, come potete ben vedere, riusciamo ad apprezzare dettagli interessanti anche con un’attrezzatura minima e semplice. E anche se l’astronomia è più notturna che diurna, il nostro Sole sa dare un buono spettacolo.

G. Petricca

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